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VIDEO SHOCK SIRIA: Civili usati come scudi umani in gabbie dagli ”amici di Obama”, i ribelli ”moderati” contro Assad.

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Ciò che mostra questo video è agghiacciante.Interviste a Civili usati come scudi umani dai ribelli “moderati” anti Assad sostenuti da Obama.Meditate gente…meditate.

Il video che vi mostriamo di seguito non è stato girato nei territori dell’isis, ma in una zona controllata dai cosiddetti ribelli “moderati” alleati di Obama e della UE. Le immagini parlano da sole.

Immagini sconvolgenti che ci lasciano senza parole: prigionieri civili catturati dai gruppi ribelli usati come scudi umani, “parcheggiati” in gabbie di ferro attorno alle piazzeforti e ai punti strategici dei comandi ribelli oppure utilizzati per coprire le riunioni dei capi terroristi in Siria, fatti sfilare per al Goutha, sobborgo a est di Damasco. Alcune gabbie vengono addirittura piazzate sui tetti delle case obiettivo di bombardamenti.

«Magari adesso qualche gruppo che si batte per i diritti umani ci chiederà di rilasciarli». Parla con sarcasmo uno dei ribelli siriani appartenenti al gruppo Esercito dell’islam, la milizia che riunisce 50 gruppi armati e migliaia di combattenti ed è finanziata anche dall’Arabia Saudita. I terroristi hanno diffuso l’1 novembre un filmato nel quale vengono ripresi centinaia di civili chiusi in gabbie di ferro.

L’obiettivo è portarli nelle città controllate dai ribelli, e bombardate dal regime di Bashar al-Assad e dai russi, per usarli come scudi umani: «A Douma e Ghouta est la maggior parte dei civili era d’accordo. Questi cittadini sono alawiti e ufficiali dell’esercito. Li abbiamo messi nelle gabbie in modo tale che possano provare anche loro la nostra sofferenza ed essere come noi bombardati e uccisi dall’aviazione», spiega un ribelle nel filmato secondo la traduzione di Memri.

Tra i prigionieri ci sono anche donne e bambini: «Forse adesso qualche organizzazione che si batte per i diritti umani chiederà a noi di rilasciarli anche si sono macchiati di crimini contro l’umanità. Ma questi gruppi non hanno cercato di salvare noi a Ghouta est e Douma».

Nel video vengono anche intervistati alcuni prigionieri, che dalle loro gabbie chiedono al regime di non bombardare più le città perché altrimenti «anche noi moriremo con loro». Un detenuto, riferendosi ai recenti bombardamenti ordinati dal presidente Vladimir Putin, intima la cessazione delle attività.

In parole povere questi civili possono finire sia sotto le bombe di Assad che sotto quelle russe, hanno la sfortuna di essere gli scudi umani dei terroristi, la sfortuna di essere oscurati dall’abominevole silenzio dei media internazionali… (fonte)

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