Per effetto delle sanzioni alla Russia sono FALLITE 1000 imprese in Emilia Romagna

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«Il prossimo 18 dicembre, in occasione del Consiglio europeo, la Ue valuterà la possibilità di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia. Per quanto ci riguarda, facciamo nostra la valutazione del presidente dell’Istituto per il commercio estero, Riccardo Monti: le sanzioni danneggiano più Roma che Mosca. Solo per fare un esempio: si stima che in Emilia-Romagna, circa mille imprese abbiano chiuso per effetto di quelle sanzioni. Non c’è solo l’export, ci sono anche gli investimenti russi in Italia che si sono notevolmente ridotti. Per questo, e in considerazione della mutata situazione geopolitica, chiediamo che vengano rimosse le sanzioni

Lo ha affermato il presidente di Confimi Emilia, Giovanni Gorzanelli, aprendo l’incontro “Opportunità e criticità per l’export in Russia” promosso dall’associazione delle imprese manifatturiere emiliane svoltosi questo pomeriggio all’Hotel Majestic di Bologna. Una considerazione condivisa dal parlamentare europeo Paolo De Castro: «L’agroalimentare europeo continua a subire più di ogni altro settore gli effetti negativi di una crisi internazionale che non ha provocato – ha evidenziato De Castro – Dobbiamo lavorare sul fronte diplomatico per evitare un’escalation di misure che non aiuta l’Ucraina e nuoce solo alle produzioni europee, evitando l’estensione dell’embargo a un numero ancora maggiore di prodotti. Le sanzioni alla Russia sono una misura dannosa e controproducente per la nostra economia, una scelta che va rivista anche alla luce di un momento storico in cui è prioritaria la costruzione di un’alleanza ampia contro il terrorismo».

«Per il solo settore agroalimentare italiano – ha sottolineato Vito Amendolara di Coldiretti – si calcola una contrazione delle esportazioni verso la Russia per circa 250 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti danni indiretti, quali l’affermarsi di alimenti italiani prodotti nella Federazione Russa e quelli dovuti alla sovra produzione che riguardano tutta l’Europa con il conseguente ribasso dei prezzi».

«Il combinato tra sanzioni Ue e blocco delle importazioni da parte russa comporta la perdita di circa 8 milioni di euro al giorno per il sistema industriale italiano, – ha ricordato Gorzanelli -. Nel 2015 la riduzione dell’export verso Mosca sarà del 25% rispetto al 2013, un danno enorme per l’Italia tra i maggiori partner europei della Russia, secondo solo alla Germania».

«All’interno di Confimi Emilia ci siamo interrogati sugli effetti dell’apparato sanzionatorio sulle nostre associate e abbiamo raccolto dati dai questionari somministrati ad alcune centinaia di aziende, rappresentative dei vari comparti: abbiamo rilevato quante aziende esportavano in Russia prima delle sanzioni e quante dopo. Prima delle sanzioni l’8,5% delle aziende nostre associate esportava in Russia, dopo le sanzioni solo l’1,25%. Non si tratta di un semplice un calo, ma di un’uscita tout-court e spesso totale delle aziende dal mercato russo. Chi risarcirà queste aziende?» si è chiesto Guerino Giuseppe Groppoli presidente di AL7 Meipa, società che opera in Russia da 10 anni.

Confimi Emilia ha lanciato una serie di proposte al Governo Italiano e all’Unione Europea, sia per supportare le imprese che hanno subito i contraccolpi dell’embargo, sia per aiutarle a riprendere mercato nel momento in cui le sanzioni saranno superate.” (fonte)

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