ULTIME NOTIZIE
loading...
loading...

L’hanno fatta per puro caso: la scoperta che potrebbe salvarci tutti. Si tratta di un bruco.

401
Condivisioni Totali

Un bruco comunemente usato come esca dai pescatori riesce a mangiare e a degradare il polietilene, ossia una delle plastiche più utilizzate e diffuse anche nei 500 miliardi di sacchetti della spesa che gettiamo ogni anno.

È la larva della tarma della cera, un parassita degli alveari, e la sua nuova identità di “mangia-plastica” è descritta per la prima volta nella rivista Current Biology.

La scoperta è avvenuta per caso grazie a un’osservazione dell’apicoltrice italiana Federica Bertocchini del Cnr spagnolo.

Mentre stava rimuovendo i parassiti dalle sue arnie, li aveva messi temporaneamente in una busta di plastica, che in poco tempo si è riempita di buchi.

La ricercatrice si è messa in contatto con l’italiano Paolo Bombelli e Christopher Howe, del dipartimento di Biochimica dell’università di Cambridge, e insieme hanno programmato un esperimento.

Un centinaio di larve sono state poste vicino a una busta di plastica nella quale, già a distanza di 40 minuti, sono comparsi i primi buchi.

Dopo 12 ore la massa della busta si era ridotta di 92 milligrammi: un tasso di degradazione che i ricercatori hanno giudicato estremamente rapido, rispetto a quello finora osservato in altri microrganismi capaci di digerire la plastica.

«La scoperta – ha aggiunto Bombelli – potrebbe essere uno strumento importante per liberare acque e suoli dalla grandissima quantità di buste di plastica finora accumulata».

401
Condivisioni Totali

Loading...

Lascia il tuo commento:

commenti