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Se hai le nuove 20 € in tasca prendile subito e leggi questo! Controlla se ti hanno fregato!

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CONDIVIDETE IN MASSA PER AVVISARE TUTTA LA POPOLAZIONE ITALIANA – In Lombardia è allarme banconote false. La beffa è che nel mirino dei truffatori sono finite le nuove banconote da 20 euro, quelle introdotte recentemente proprio per evitare le falsificazioni. Per il momento la zona più interessata sembra essere quella del Bresciano, ma ovviamente non è detto che il fenomeno rimanga circoscritto. Le vittime delle banconote false in molti casi sono le persone anziane e i ragazzi più giovani, ma anche i turisti stranieri che non hanno grande dimestichezza con gli euro e nemmeno l’abitudine di controllare con attenzione il resto. Dai bar ai supermercati, dai taxi ai ristoranti, sono molteplici le occasioni di diffusione dei 20 euro falsi.

Insomma, le nuove banconote sembrano avere già subìto una notevole sconfitta nella guerra contro i falsari: benché siano state introdotte solo da pochi mesi, il territorio lombardo è già pieno di “tarocchi”. La notizia è stata diffusa dal Giornale di Brescia, ma un aspetto positivo – se così può essere definito – in tutta questa faccenda c’è e cioè che le banconote in questione possono essere scoperte con una certa facilità. Basta aguzzare gli occhi, ma soprattutto è sufficiente affidarsi al tatto. Sui social network, le forze dell’ordine hanno diffuso contenuti e video attraverso i quali spiegano in che modo riconoscere i falsi e difendersi, ma – come detto – nella maggior parte dei casi sono gli anziani a cadere nel tranello.

Ma perché è sufficiente affidarsi al tatto? Il motivo è presto detto: sulle banconote “vere”, infatti, sono presenti degli elementi in rilievo, che non possono essere falsificati. Quando si hanno per le mani delle banconote da 20 euro, quindi, il consiglio è di massaggiarle: nel caso in cui non ci si renda conto di alcun elemento in rilievo, vuol dire che con tutta probabilità si è in presenza di un falso. Per di più, tali rilievi si possono identificare anche se la carta moneta è vecchia, usurata, logora o deteriorata.

A Brescia e nell’hinterland, quindi, è lotta ai 20 euro falsi. Stando a quel che ha riportato Il Giornale di Brescia, ad ogni modo, le riproduzioni in questione non sono particolarmente raffinate e a un esame attento possono essere riconosciute come false. Ma i truffatori hanno puntato sul fatto che in genere i consumatori fanno attenzione solo ai pezzi grossi, dai 50 euro in su, mentre raramente controllano le banconote da 20 euro: un occhio distratto, insomma, non è in grado di distinguere la carta moneta falsa da quella vera. Per avere la certezza di possedere nel portafoglio unicamente i 20 euro regolari, cioè quelli che sono entrati in circolazione dal 25 novembre dello scorso anno, il suggerimento è quello di verificare la presenza della finestra trasparente che riporta la rappresentazione della figura mitologica Europa. Inoltre, se il biglietto viene inclinato si può notare il cambiamento di colore della cifra verde smeraldo.

La notizia in arrivo dalla Lombardia testimonia la diffusione del reato di contraffazione di banconote. Per avere un’idea del fenomeno, si pensi che nel 2013 in tutto il territorio nazionale sono state più di 133mila le segnalazioni relative a casi sospetti di falsità che hanno portato al sequestro o al ritiro dalla circolazione di più di un milione e mezzo di banconote, oltre a quasi 37mila monete in metallo. Le segnalazioni arrivano, nella maggior parte dei casi, dalle banche, ma anche dalle agenzie di custodia e dalle società di trasporto del denaro; in misura minore, ci sono segnalazioni anche da parte delle forze di polizia e degli uffici postali.

Il taglio da 20 euro resta quello più falsificato e le notizie degli ultimi giorni lo confermano, mentre tra le monete quelle da 2 euro sono le più “pericolose”. Soprattutto nelle regioni del Sud sono diffusi i macchinari che permettono di produrre, senza troppa difficoltà, banconote false. A favorire la diffusione del fenomeno sono i commercianti che acquistano le banconote contraffatte pagandole la metà rispetto al loro valore nominale, per poi introdurle sul mercato legale. (Fonte)

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