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L’ AUSTRIA SI RIBELLA: ”SIAMO PRONTI A TAGLIARE IL CONTRIBUTO ECONOMICO ALLA UE”

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Nello scontro sulla distribuzione dei profughi in Europa, che Juncker dava per cosa fatta quando invece il suo piano è fallito miseramente, anche il finora taciturno cancelliere socialdemocratico austriaco Werner Faymann ha preso la parola. E che parola.

Faymann ha minacciato pubblicamente di tagliare il contributo economico del suo paese, l’Austria, al bilancio comunitario. “Chi dal bilancio Ue riceve piu’ fondi di quanti ne versi non dovrebbe esimersi da una corretta distribuzione dei profughi”, ha dichiarato Faymann a poche ore dal vertice europeo sulla questione rifugiati.

“Chi si oppone, mette in discussione l’intero finanziamento della Ue e spinge i contribuenti netti come l’Austria a riconsiderare i propri contributi all’Unione”, ha avvertito il Cancelliere che deve anche – se non soprattutto – fare i conti con l’enorme crescita in Austria del partito d’opposizione, nazionalista, di destra, fermamente contrario all’immigrazione islamica. Il Partito della Libertà Austriaco guidato dal leader carismatico Heinz Christian Strache.

“La solidarieta’ non e’ una strada a senso unico”, ha aggiunto Faymann, facendo riferimento ai diversi Stati dell’Est Europa che finora si sono opposti all’accoglienza dei profughi da Grecia e Italia, ma è apparso più un attacco alla Ue in quanto tale, che una presa di posizione in difesa di Renzi e Tsipras. Se l’Austria tagliasse i miliardi che “regala” alla Ue, il bilancio statale ne ricaverebbe un immediato sollievo e molte spese soprattutto in ambito sociale che finora sono rimaste sulla carta, benchè annunciate, troverebbero attuazione.

In ogni caso, le parole di Faymann non sono passate inosservate, specialmente in Grecia. Tsipras in risposta ha immediatamente esortato gli Stati della Ue ad agire in modo piu’ deciso ed efficace per far fronte all’emergenza immigrazione. “La Grecia ha fatto il suo dovere in condizioni difficili, ora sta agli altri paesi europei trasferire come promesso i 66 mila profughi dalla Grecia”, ha dichiarato il leader di Syriza all’emittente televisiva Skai.

Finora meno di un centinaio di richiedenti asilo sono stati trasferiti dalla Grecia al Centro o Nord Europa, perche’ i paesi Ue interessati non hanno ancora creato le condizioni per l’accoglienza delle persone, ha dichiarato Tsipras, a cui parere anche il rimpatrio dei migranti nei loro paesi d’origine dovrebbe essere sostenuto piu’ efficacemente da Bruxelles. La Grecia non ha il denaro per farlo, ha detto Tsipras. C’è da aggiungere, inoltre, che da quando la Macedonia ha chiuso i confini per i migranti economici, un numero sempre piu’ alto di migranti si sta concentrando ad Atene. Secondo le ultime stime, non meno di 30.000 tra nordafricani, pakistani, cingalesi e afghani staziona ad Atene in una situazione disperata. Sarebbero tutti da espellere, ma chi lo fara? (fonte)

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