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Fermiamo l’uso del pesticida più pericoloso del mondo

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“Se il Pd e il Governo applicassero lo stesso zelo, che usano per attaccare il M5S, prima nello scrivere e poi nel leggere le schede di sicurezza sul glifosato contenute nel database del ministero della Salute, l’ambiente e il benessere dei cittadini ora non sarebbero in balia delle mire del colosso Bayer-Monsanto che puntano su un’agricoltura a base di pesticidi e Ogm. È inutile che ora il Governo piddino cerchi di salvarsi la faccia giocando con le parole dopo aver fatto in Italia e in Europa gli interessi delle multinazionali”.

Così i deputati del M5S della Commissione Agricoltura relativamente alle dichiarazioni di Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in ComAgri. “Abbiamo infatti riscontrato che nel database del ministero della Salute su un totale di 173 schede di sicurezza sui composti a base di glifosato, ben 68 sono parziali e manchevoli di informazioni fondamentali, come l’indicazione del coformulante associato. E inoltre solo 85 composti a base del pesticida nocivo sono stati revocati. Un pasticcio che è rimasto nel decreto nonostante il ministero della Salute ad agosto lo abbia emanato ben due volte.

Riguardo al voto nelle diverse sedi Ue, il Pd come al solito fa il gioco delle tre carte: è vero che in Parlamento ha votato contro il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per 15 anni ma poi, nel testo definitivo della risoluzione approvato in plenaria, con il sostegno dei deputati del PD, si è chiesto alla Commissione Ue di consentirne l’utilizzo per altri 7 anni. Poi, politicamente indebolita da questo voto, nel Comitato d’appello, l’Italia si è astenuta sul rinnovo per 18 mesi.

Si è astenuta anche la Germania, sede della Bayer che ha poi acquistato la Monsanto, appunto la multinazionale che produce il glifosato, il pesticida più usato al mondo definito ‘potenzialmente cancerogeno’ dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Per quanto riguarda invece, il decreto in discussione alla Camera che potrebbe permettere alle Regioni italiane di decidere autonomamente se coltivare o meno gli Ogm, sappiamo bene che è previsto dalla Costituzione ed è proprio per questo che ci preoccupiamo: perché va contro la politica nazionale”.

Lo afferma uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli interessi in gioco sono enormi. Milioni di agricoltori sono esposti direttamente all’uso del glifosato insieme alle centinaia di milioni di cittadini che consumano prodotti trattati con questo pesticida. Cancro e malattie degenerative sono correlate proprio al glifosato che distrugge i recettori endocrini.

UN PRODOTTO USATO DAGLI ANNI 70 E’ CANCEROGENO

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), organo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che coordina gli studi in campo oncologico, ha classificato fra i probabili cancerogeni il glifosato: il diserbante più usato nel mondo. Scoperto negli anni Settanta e messo in commercio dalla Monsanto con il nome di Roundup, oggi – scaduto il brevetto – è usato nella preparazione di almeno 750 erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico.

L’ITALIA E’ IL MAGGIOR CONSUMATORE DI PESTICIDI

Il nostro Paese è – secondo un rapporto dell’Ispra del febbraio 2015 – è il maggiore consumatore tra quelli dell’Europa occidentale di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania. Molto alto anche il numero delle sostanze di cui si trovano importanti tracce nelle acque: 175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008. E le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosato e i suoi metaboliti, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina.

Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo. Dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte solo negli Stati Uniti. Oggi, inoltre, è il fitofarmaco più collegato alle coltivazioni OGM. Per questo Monsanto, la multinazionale che lo produce sotto il marchio commerciale di RoundUp, ha definito il rapporto dello IARC (che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) “scienza spazzatura” e pochi giorni fa ha chiesto all’Organizzazione mondiale per la sanità il ritiro del rapporto.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Il contatto con il pesticida può avvenire con l’aria, nelle zone in cui viene usato, o con il cibo, su cui possono rimanere residui. Il più recente Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’Ispra ha messo in evidenza inoltre il problema dei residui nelle acque italiane, sia superficiali che sotterranee. Su 1.469 punti di monitoraggio delle acque superficiali, il 17,2% ha mostrato concentrazioni superiori ai limiti e presente nel 47% dei campioni.

Togliamo questo veleno dai nostri supermercati. Lo Iarc non ha potere normativo, ora sta agli enti nazionali ed europei disporre le limitazioni ritenute necessarie per proteggere la salute di tutti. Alcuni nazioni si stanno già muovendo. Diffondiamo la notizia: i nostri produttori devono saperlo, per il loro e nostro bene. E’ attiva questa petizione contro il glifosato, con più di un milione e mezzo di firme.

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