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Dalla Russia la rivoluzione per l’autosufficienza alimentare, passa dagli orti.

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Di quanta terra hai bisogno per far crescere tutto il tuo cibo? Ecco un orto familiare, chiamato dacia in Russia dove è forte la tradizione di far crescere il proprio cibo e di essere indipendenti.

In Russia ogni cittadino russo ha diritto ad un terreno privato a titolo gratuito, di dimensioni variabili da 2,2 ettari a 6,8 ettari. Ogni appezzamento può essere utilizzato per coltivare prodotti alimentari o più semplicemente per vacanze e relax. Il governo ha deciso di non tassare questi terreni e il risultato di quest’opera è stato fenomenale poiché le famiglie russe coltivano praticamente tutto il cibo di cui hanno bisogno.

Forse in passato era una scelta economica per non dover spendere soldi mentre oggi è una scelta che tutela la propria salute. Coltivare il proprio cibo ti fa conoscere cosa mangi e ti fa avere la certezza di non ingerire additivi, pesticidi e conservanti nel tuo stomaco. Proprio qualche giorno fa tra lo scandalo dei pesticidi nelle urine e la contaminazione di frutta e verdura, ho spiegato come è confermato ufficialmente che i pesticidi in frutta e verdura danneggiano il DNA.

E soprattutto il cibo che ti coltivi tu è più gustoso e ricco di nutrienti, oltre ad essere puro.

Quasi tutti nel mondo occidentale sono completamente dipendenti dall’agricoltura su larga scala, che sempre di più delude il consumatore perché ha perso il sapore ed è insana. Invece in Russia la loro economia agricola è di piccole dimensioni, prevalentemente biologica e nelle mani dei cittadini e non multinazionali o imprese, e per loro non è solo un hobby ma un vero e proprio contributo ai consumi di tutta la nazione. L’attuale modello agricolo della Russia è quello che prospera come risultato di milioni di aziende agricole di piccola scala, a conduzione familiare e da coltivazioni di agricoltura biologica, che sommate producono la maggior parte del cibo consumato in tutto il paese.

Nel 2011, il 51% dei prodotti alimentari della Russia è stato coltivato o dalle comunità della dacia (40%) o contadini (11%) lasciando il resto (49%) della produzione alle grandi imprese agricole. Ma andando più a fondo in questi dati statistici si scoprono alcuni dettagli impressionanti. Sempre nel 2011, gli orti della dacia hanno prodotto oltre l’80% della frutta consumata nel paese, oltre il 66% delle verdure, quasi l’80% delle patate e quasi il 50% del latte nazionale, in gran parte consumati crudi.

Mentre molti governi europei, Italia compresa, stanno valutando di tassare gli orti, in Russia è il caso opposto. Durante il periodo comunista i bambini in età scolare andavano a visitare le aziende agricole locali per procurarsi il cibo che raccoglievano con le proprie mani in un momento in cui circa il 90% del cibo del paese veniva dagli orti della dacia.

Grazie alle politiche di governo che piuttosto che soddisfare l’avidità delle aziende chimiche e delle biotecnologie come accade in Italia, incoraggiano e finanziano l’agricoltura autonoma e famigliare, la maggior parte dei russi sono in grado e disposti a coltivare il proprio cibo sugli appezzamenti privati familiari.

Quello che è ancora più incredibile è che in Russia non ha il clima del nostro Bel Paese. Tieni a mente che la Russia ha solo110 giorni favorevoli alla crescita delle colture ogni anno – sulla base di questo in Italia, ad esempio, la produzione dei coltivatori potrebbe essere molto maggiore. Speriamo che questo accada anche da noi, col clima fantastico e terreno fertile che abbiamo.

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