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Come addestrano i tuoi figli alla dipendenza da gioco: ”arrivano le slot per bambini”

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Come crare fin da piccoli una dipendenza da gioco d’azzardo? Semplice piazzare delle macchinette nei luoghi in cui i bambini passano, e attirarli con suoni orecchiabili e colori sgargianti.

Questo è il primo passo verso quelle che da adulti potrebbe essere per loro anche causa di suicidio, magari dopo aver giocato tutto lo stipendio ed essersi indebitato con qualche losco individuo.

Questo che vi riportiamo oggi e solo l’ultimo caso balzato alle cronache, ma non certo l’ultimo in assoluto.

La denuncia viene dal Gruppo dello Zuccherificio, associazione culturale da tempo impegnata nel contrasto alla diffusione del gioco. Il dito è puntato contro il meccanismo chiamato ticket redemption, letteralmente “riscatto del biglietto”: «È l’ultima frontiera del gioco – scrive il Gdz –. Sono piccoli casinò per bambini, con tanto di slot machine. Spesso si trovano proprio a fianco ai luoghi dell’azzardo per adulti. L’unica differenza è che qui non si vincono soldi, ma ticket.

Più ticket si accumulano, più per fortuna che per abilità, più le possibilità di vincere un premio grande aumentano. I bambini si abituano ai colori, ai suoni, al concetto di sala da gioco, a giocare per sperare di vincere. Ed è tutto legale».

Al momento attuale è ancora difficile stabilire quante siano le sale ticket redemption in Italia: «A differenza delle slot, non sono collegate in rete. Secondo il Sapar, associazione che riunisce produttori, rivenditori e gestori di apparecchi d’intrattenimento, potrebbero essere circa 6mila le macchinette distribuite in 600 sale. E poi ci sono le slot per bambini in rete. Centinaia di app quasi tutte gratuite che non mangiano soldi ma creano situazioni simili ai giochi d’azzardo per adulti, grazie al meccanismo degli aggiornamenti, del raggiungimento di livelli di gioco superiori e all’imitazione di suoni e grafiche. Perché il gioco d’azzardo per i bambini è legale?».

Una domanda che si pone anche Giovanni Paglia, deputato ravennate di Sinistra Italiana, in un’interrogazione parlamentare ai ministri delle Finanze e delle Politiche Sociali: «Si tratta di macchine da gioco che sfuggono alla regolamentazione sull’azzardo perché non distribuiscono premi in denaro, ma ticket-punti. I punti sono tuttavia cumulabili e scambiabili con premi, che possono avere anche un valore significativo. Chiediamo quindi al Governo se non voglia ricomprenderli nella regolamentazione del gioco d’azzardo, sotto i profili autorizzativi e fiscali».

La notizia dell’arrivo in città, in una sala giochi molto frequentata come quella all’interno della multisala, ha smosso anche l’associazione Ravviva Ravenna che potrebbe essere in corsa alle prossime elezioni comunali con una sua lista: «Ci rendiamo contro che l’attività posta in essere dalla multisala sia del tutto conforme alla legge vigente, ma ciò non toglie che dal punto di vista morale, non possa che suscitare in noi una sensazione di sdegno. Per questo motivo, chiediamo che l’azienda, la quale ha installato tali macchinari sia coscienziosa e, badando al più generale ed importante interesse della salute pubblica, percorra al più presto possibile delle scelte di gestione differenti da quelle attuali. Siamo sicuri dell’esistenza di un alternativa che possa essere sia interessante a livello imprenditoriale, che moralmente ed eticamente corretta».

Sul tema arriva anche un altra presa di posizione dalla politica. È quella di Ravenna in Comune, la lista di sinistra alternativa al Pd che candida Raffaella Sutter a sindaco: «Quando avremo l’opportunità di amministrare la città porteremo avanti ogni iniziativa possibile per slegare l’azzardo dalle zone frequentate dai minori, per bloccare le pubblicità da ogni affissione pubblica e da ogni strumento/evento realizzato con patrocinio e collaborazione dell’amministrazione comunale, per potenziare le campagne di sensibilizzazione in atto da qualche anno, per dotare i Sert di fondi e strumenti che, ad oggi, non sono sufficienti a curare le persone dipendenti da gioco d’azzardo». Fonte

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