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La terribile scoperta sull’abitudine di mettersi le dita nel naso, lascia tutti perplessi. Ecco perché…

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Gli scienziati dicono che il 96,5% delle persone si mette le dita nel naso, in media 4 volte al giorno (alcune statistiche affermano che sia il 98% della popolazione mondiale).

Si tratta di una pratica di normale igiene che diventa patologica quando la sua frequenza aumenta ossessivamente. Il 7,6% della popolazione supera infatti i 20 interventi di “pulizia manuale”: questa malattia ha un nome, rinotillexomania.

Si tratta di una patologia compulsiva e autolesionistica risolvibile con l’aiuto di un bravo psicoterapeuta.

La scienza ha chiarito che la maggior parte di noi si mette le dita nel naso per pulirlo ed eliminare il prurito. Per un 12% del campione, però, è solo puro piacere: è un antistress, un po’ come grattarsi altre parti del corpo.

In più, è un atto liberatorio, perché sfida un tabù sociale, come infilarsi le dita nelle orecchie. La maggior parte dei gesti considerati privati, infatti, riguarda gli orifizi: bocca, orecchie, narici, organi sessuali.

Da dove vengono le “caccole”? Dal muco generato nei seni frontali e mascellari, che sono spazi vuoti situati dietro la fronte e gli zigomi, rivestiti di cellule a forma di calice che producono, appunto, muco.

Secondo i medici, però, non è indispensabile toglierle. Tantomeno con le dita. Allora, perché lo si fa? Secondo le risposte degli intervistati, perché le croste di muco nel naso ostruiscono la respirazione, causano prurito, sono esteticamente brutte.

Ma se la frequenza diventa ossessiva è certamente un comportamento patologico legato ad una nevrosi. Nel caso di un’attività compulsiva, il continuo inserimento delle dita nelle narici può causare danni alle pareti interne del naso, aprendo ferite che poi faticano a cicatrizzarsi.

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